Friday 03rd of September 2010

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La beatificazione |
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Dal quotidiano "Sardegna oggi" 31 gennaio 2008:  | Oltre 10 mila fedeli sono attesi a Cagliari domenica prossima, 3 febbraio, alla cerimonia di Beatificazione di Suor Giuseppina Nicoli, la suora de “Is piccioccus de Crobi” (i piccoli poveri dei quartieri storici cagliaritani aiutati dalla religiosa). Suor Nicoli, una volta proclamata Beata, verrà inserita nel calendario liturgico nella data del 3 febbraio. Si tratta della prima beatificazione che avviene direttamente in una diocesi della Sardegna. CAGLIARI - Davanti alla Basilica di Bonaria, in Piazza dei Centomila, alle 10, si terrà il rito di Beatificazione presieduto dal cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto per la Congregazione delle cause dei santi, coadiuvato dai cardinali John Njue, arcivescovo di Nairobi (Kenya) e Franc Rode', Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Alle 12, in collegamento con Piazza San Pietro, sarà possibile seguire l'Angelus del Papa che ricorderà la missione di suor Nicoli accanto ai poveri. | I particolari della cerimonia sono stati illustrati da suor Clementina Dessi', Visitatrice delle Figlie della Carità della Sardegna. “Tutti gli altri santi e beati sardi sono stati proclamati tali a Roma - ha ricordato - ed è la prima volta che la cerimonia di beatificazione si svolge nell'isola, in applicazione del decreto della Santa Sede dello scorso anno che decentra tutte le beatificazioni nelle diocesi”. Tutta la Chiesa sarda si stringerà intorno a questo evento che si svolge nell'anno in cui si celebra il Centenario della Proclamazione della Madonna di Bonaria a Patrona Massima della Sardegna e prelude la visita di Papa Benedetto XVI in Sardegna. I 30 vescovi (16 solo quelli sardi) ed i 400 sacerdoti saranno ospitati in un palco da 700 metri quadri, mentre saranno quattromila i posti a sedere. | Suori Nicoli operò tra il 1914 ed il 1924 a Cagliari nell'asilo di Via Baylle, in piano centro storico, “salvando” dalla strada, dalla fame e dalla povertà migliaia di ragazzini che ogni giorno affollavano le strade del capoluogo sardo e con una cesta (“crobu”, in lingua sarda) per il trasporto della spesa dei benestanti cercavano di guadagnare qualche soldo per sfamarsi. Uno di questi “piccioccus”, ora ultranovantenne, è ancora in vita. | | |
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